Quando uno dei più importanti fabbricanti mondiali di penne ci chiese di risolvere il problema del raffreddamento delle spine che creano la cavità nelle penne, la soluzione più ovvia che pensammo fu quella di fornire dei chiller a “Bordo Macchina”, che con un grande pressione di esercizio riuscissero a fare passare la maggior quantità d’acqua possibile nel piccolo passaggio di 5mm. circa che per permettere il ricambio di acqua è ovviamente diviso in due da una lamina che funge da separatore.
Questa soluzione non risolveva il problema in quanto il piccolo passaggio creato nella spina si ostruiva facilmente anche utilizzando acqua trattata per cui la capacità di raffreddamento diminuiva ogni giorno di più, e quindi bisognava smontare frequentemente lo stampo per sostituire le lamine separatrici che si caricavano di depositi di calcare, con arresti di produzione e costi di manutenzione facilmente immaginabili.
Era evidente che per ovviare al problema della rapida ostruzione del passaggio bisognava fare circolare il liquido nella spina senza la lamina divisoria.
D’accordo con il cliente studiammo una modifica radicale dello stampo, sostituendo le spine che ovviamente erano ceche con delle spine a tubetto, quindi a passaggio libero, fu modificata la parte fissa dello stampo creando un collettore che era in comunicazione con ciascuna delle parti terminali delle spine in modo che a stampo chiuso l’acqua passasse liberamente attraverso le spine dalla parte fissa alla parte mobile dello stampo.
In questo modo si sfruttava completamente il diametro interno disponibile, riducendo considerevolmente le perdita di carico.
Nel circuito però l’acqua non circolava più in Pressione, ma in Depressione, cioè la pompa non “spingeva “ il liquido nello stampo, ma lo ASPIRAVA di modo che quando la pressa si apriva, non si riscontravano perdite di liquido e la matrice rimaneva perfettamente asciutta.
Ciò è stato possibile perché per la termoregolazione dello stampo la DEGA da sempre propone ai propri clienti macchine (Chiller o Termoregolatori) con pompe che possono lavorare indifferentemente in Pressione o in Aspirazione,con rendimenti quasi uguali.
Adottando questa tecnologia, non solo si è aumentato il raffreddamento dello stampo abbassando il ciclo produttivo, ma ha permesso di annullare i fermi macchina per liberare dal carbonato di calcio le spine, e di potere proseguire la produzione anche quando qualche O Ring cominciava a perdere, in quanto il liquido circolando in aspirazione in tutto lo stampo non fuoriusciva più.
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